Attualità

Sempre più mirati e precisi

Nuovi farmaci, nuove tecniche diagnostiche e la collaborazione tra uomo e IA
Foto: Othmar Seehauser
La dott.ssa Sonia Prader è subentrata nel 2020 al dott. Scherer alla guida del reparto di Ginecologia e Ostetricia e del Centro Senologico. Le abbiamo chiesto come vede il futuro del centro e, più in generale, della terapia del tumore al seno.
Dott.ssa Prader, quali sono i punti più importanti nel trattamento delle pazienti con tumore al seno, se confronta la situazione attuale con quella di 20 anni fa?
Dr.ssa Sonia Prader: Negli ultimi vent’anni il trattamento del carcinoma mammario ha registrato progressi significativi in tutti gli ambiti: chirurgia, terapia sistemica, radioterapia e diagnostica. Partiamo dalla chirurgia: oggi la chirurgia conservativa della mammella è lo standard, così come la tecnica del linfonodo sentinella. Questo significa che il primo linfonodo potenzialmente interessato viene identificato e analizzato in modo mirato, evitando nella maggior parte dei casi la rimozione sistematica di numerosi linfonodi. In questo modo gli interventi sono diventati molto meno invasivi e la qualità di vita delle pazienti è migliorata sensibilmente.
Che cosa è cambiato in modo particolare nella terapia farmacologica?
Dr.ssa Sonia Prader: Circa vent’anni fa erano disponibili soprattutto la chemioterapia, il tamoxifene e i primi inibitori dell’aromatasi, mentre il trastuzumab (Herceptin) era appena stato introdotto. Oggi la terapia sistemica è molto più differenziata. Analizziamo i tumori in modo molto più preciso dal punto di vista biologico e possiamo quindi personalizzare i trattamenti. Oltre alla terapia ormonale e alla chemioterapia tradizionale, sono state introdotte nuove classi di farmaci, come gli inibitori CDK4/6, che agiscono sul ciclo cellulare rallentando la crescita tumorale. Anche le doppie inibizioni nei tumori HER2-positivi e le terapie mirate, come gli inibitori PARP o i coniugati anticorpo-farmaco, hanno ampliato in modo significativo le opzioni terapeutiche. Anche la radioterapia ha subito importanti cambiamenti: i tempi di trattamento sono spesso più brevi e, in alcuni casi selezionati, si può persino evitare la radioterapia. Inoltre, i campi di irradiazione sono oggi molto più precisi, con un maggiore risparmio dei tessuti sani.
E come si è evoluta la diagnostica in questo periodo?
Dr.ssa Sonia Prader: Anche in questo ambito i progressi sono stati enormi. Oggi possiamo caratterizzare i tumori in modo molto più dettagliato dal punto di vista biologico rispetto al passato. I test di espressione genica ci aiutano, ad esempio, a capire se una chemioterapia sia realmente necessaria oppure no. A ciò si aggiungono nuove metodiche come la biopsia liquida, che permette di analizzare materiale tumorale attraverso un semplice prelievo di sangue. Gli esami genetici, come la ricerca di mutazioni BRCA, vengono utilizzati in presenza di specifici fattori di rischio. Inoltre, negli ultimi anni sono comparsi nuovi marcatori come PD-L1 e HER2-low, che hanno aperto ulteriori possibilità terapeutiche altamente mirate. Nel complesso, la medicina si è spostata sempre più verso la medicina di precisione: non più terapie standard uguali per tutte, ma strategie sempre più personalizzate, efficaci e allo stesso tempo meno invasive.
E cosa ci riserverà il futuro?
Dr.ssa Sonia Prader: La diagnostica diventerà ancora più precisa e l’intelligenza artificiale ci aiuterà a comprendere meglio la biologia dei singoli sottotipi tumorali, a identificare le pazienti a rischio e a personalizzare ulteriormente prevenzione e diagnosi. La strada della terapia mirata verrà ulteriormente affinata. Vedo inoltre grandi opportunità nella collaborazione tra competenze umane e intelligenza artificiale, soprattutto in ambito preventivo, dove già oggi riceviamo segnali importanti che in futuro saranno ancora più utili per guidare le nostre decisioni cliniche.
Come vede il futuro del Centro di Senologia Bressanone-Merano dopo vent’anni di attività?
Dr.ssa Sonia Prader: Ritengo che in Alto Adige la collaborazione tra tutti i colleghi che si occupano di tumore al seno diventerà ancora più stretta. L’esempio dello studio CIPN dimostra quanto sia forte la motivazione a lavorare insieme per le pazienti, fare ricerca e migliorare la qualità di vita delle donne. Se immagino la cura del carcinoma mammario tra vent’anni, penso che come primo passo relativamente vicino verrà meno la chirurgia ascellare. In futuro più lontano, il rischio individuale di malattia sarà calcolato molto precocemente grazie alla genetica e agli esami del sangue, e da questo deriveranno sia i programmi di sorveglianza sia quelli diagnostici. Non più percorsi uguali per tutte, come ad esempio la mammografia tra i 50 e i 69 anni, ma strategie calibrate sul rischio individuale, integrate da nuove tecniche di indagine che uniscono digitale e approccio tradizionale. Nella mia visione la telemedicina avrà un ruolo stabile nella sanità e i percorsi terapeutici saranno sempre più personalizzati, fino ad essere in parte “costruiti” su misura per ogni paziente. Questo aprirà anche nuove forme di ricerca e di approccio scientifico. Viviamo in un’epoca di cambiamento e anche il Centro di Senologia Bressanone-Merano continuerà a evolversi. Sono fiduciosa che riusciremo a migliorare ulteriormente, senza mai perdere di vista il fatto che davanti a noi abbiamo sempre una persona, in tutta la sua interezza.

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Save the date: 9 e 10 ottobre 2026 – IV Giornate Senologiche Altoatesine

Nuove terapie e percorsi personalizzati per il tumore al seno
Il tumore della mammella continua a essere il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne, ma grazie ai progressi della ricerca le possibilità di guarigione e di sopravvivenza sono in costante aumento. Le più recenti innovazioni nella diagnosi e nel trattamento saranno al centro delle IV Giornate Senologiche Altoatesine, in programma il 9 e 10 ottobre 2026 presso la Sparkasse Academy. Con il titolo “Percorsi integrati e nuove frontiere del trattamento del carcinoma mammario: la donna al centro”, il congresso riunirà esperti altoatesini e nazionali per discutere le più importanti novità emerse dai principali congressi internazionali. Tra i temi affrontati vi saranno le nuove terapie mirate, l’immunoterapia, le innovazioni chirurgiche e la crescente personalizzazione delle cure. Particolare attenzione sarà dedicata alla cosiddetta “de-escalation” terapeutica: grazie ai test genomici, alcune pazienti possono oggi evitare trattamenti chemioterapici non necessari, senza compromettere l’efficacia delle cure. Un altro punto centrale sarà il ruolo delle Breast Unit, centri multidisciplinari che garantiscono una presa in carico coordinata e personalizzata della paziente.
Accanto agli aspetti scientifici, il congresso affronterà anche temi quali la qualità di vita, la prevenzione, gli stili di vita e il contributo delle associazioni di pazienti, alle quali sarà dedicato uno spazio specifico nella mattinata di sabato. Responsabili scientifici dell’evento sono il dott. Luca Tondulli e il dott. Antonio Frena. •