Tema
Vivere il lutto, vivere la vita
Accompagnamento nelle crisi e nel lutto del Fondo di Solidarietà Rurale Menschen helfen

Foto: Gabriela Mair am Tinkhof
Il lutto è un sentimento che ogni persona, prima o poi, si trova ad attraversare. La perdita di una persona amata fa parte della vita tanto quanto la nascita. Eppure la nostra società occidentale fatica ancora a confrontarsi con il dolore della perdita: fatica ad accoglierlo, a permetterlo, a viverlo. Molte persone in lutto si sentono sole. Nascondono il proprio dolore perché, dopo un certo tempo, si sentono dire: «Adesso basta, è già passato tanto tempo». Ma il lutto non funziona così. Rimane. Va e viene. E per poterlo elaborare bisogna accettarlo, imparare a conviverci.
Ognuno vive il lutto a modo proprio. C’è chi lo manifesta apertamente e chi lo tiene per sé. Chi lo porta con sé nella quotidianità, chi lo esprime con forza e chi in silenzio. Chi preferisce affrontarlo da solo e chi sente il bisogno di essere accompagnato.
I bambini vivono il lutto in modo diverso dagli adulti. In maniera più immediata, forse anche più autentica, perché non hanno ancora imparato a nascondere le proprie emozioni. E, proprio come gli adulti, non dovrebbero essere lasciati soli nel loro dolore. Hanno bisogno di sostegno, vicinanza e accompagnamento. Il lutto è strettamente legato a molti altri sentimenti: alla perdita, alla paura, ai sensi di colpa, alla disperazione e alla mancanza di speranza, ma anche al coraggio, alla forza e persino alla fragilità.
Il lutto può essere – e ne ha il diritto – anche gioioso. Può sorridere. Può essere felice per aver conosciuto e amato la persona che non c’è più. Può nascondersi e poi tornare in forme sempre diverse. Può essere nero, ma anche rosso, giallo, blu o arancione. Può essere variopinto, in bianco e nero o monocromatico. Può trasformarsi.
Il “Fondo di Solidarietà Rurale Menschen helfen” (Bäuerlicher Notstandsfonds Menschen helfen, BNF) tende una mano a chi vive un lutto. Lo fa innanzitutto rendendo possibile e facilitando l’accesso a un accompagnamento professionale nel percorso di elaborazione del lutto. Dal 2024 offre inoltre un’iniziativa specifica per bambini e ragazzi in lutto e per le loro persone di riferimento: quattro sabati all’anno dedicati alle famiglie.
Si tratta delle giornate intitolate “Lebendig trauern – Vivere il lutto, vivere la vita”, durante le quali al centro non c’è soltanto il lutto, ma soprattutto chi lo vive. Movimento, condivisione, raccoglimento, lasciarsi andare, ricerca di tracce e ricordi. Pesantezza e leggerezza: in queste giornate tutto trova spazio. Gli incontri sono organizzati e accompagnati dalle esperte consulenti del lutto Gabriele Mair am Tinkhof e Nadia Kofler, con il supporto di Ulrike Rehmann e di altre accompagnatrici e accompagnatori del lutto.
Il nome può trarre in inganno, ma l’offerta è rivolta a tutte le cittadine e a tutti i cittadini dell’Alto Adige, di qualsiasi gruppo linguistico, e non soltanto alle persone appartenenti al mondo agricolo. Anche i membri dell’Assistenza Tumori Alto Adige possono usufruire dei servizi offerti dal Fondo.
L’incontro con la natura e nella natura rappresenta un elemento fondamentale delle giornate per le famiglie. Per questo gli incontri si svolgono alternativamente in due luoghi: presso il maneggio Pichler di Elvas, vicino a Bressanone, e presso la WerkSTOTTschual di Rio Lagundo. Camminare a piedi nudi, ascoltare il silenzio eloquente del bosco, stare insieme attorno al fuoco, stare con i cavalli e percepire la natura con tutti i sensi: tutto questo fa parte del percorso.
INFO
Le prossime giornate “Vivere il lutto” si terranno il 3 ottobre 2026 presso il Pichlerhof di Elvas e il 14 novembre 2026 presso la WerkSTOTTSchual di Lagundo.
Destinatari: bambine, bambini, ragazze e ragazzi dai 5 ai 18 anni accompagnati da una persona di riferimento.
Quota di partecipazione: 65,00 € per una giornata; 35,00 € per ogni ulteriore membro della famiglia. Pranzo e merenda inclusi.
Ulteriori informazioni e iscrizioni: entro una settimana prima dell'evento.
“Il lutto è un sussurro nel mondo e un clamore dentro di noi.”
Anna Quindlen, Loud and Clear (Random House, 2004)

