Tema
Un filo rosso
L’oncologa Regina Haspinger: "Indispensabile la collaborazione con la Breast-Unit"

Foto: Othmar Seehauser
Quando viene diagnosticata una malattia oncologica, si mette in moto un intero apparato. A seconda dell’organo interessato, entrano in gioco reparti come Ginecologia, Urologia, Gastroenterologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia, Ortopedia, Ematologia, e inoltre Radiologia, Anatomia Patologica, Oncologia, Chirurgia, il Servizio Psicologico – tutti affrontano il caso dalla propria prospettiva e si riuniscono poi nel Tumor Board per discutere e definire insieme il piano terapeutico.
Nel caso delle donne affette da tumore al seno si aggiunge il Centro di Senologia. L’Urologia dispone ormai anch’essa di un ambulatorio dedicato agli uomini con carcinoma prostatico; esistono inoltre un ambulatorio ORL e un ambulatorio dermatologico e, grazie alle esperienze positive, ormai decennali ed esemplari dei centri di senologia, nel corso del prossimo anno dovrebbero (finalmente) aggiungersi altri ambulatori specialistici.
“Per noi oncologi” afferma la dott.ssa Eva Regina Haspinger, “la collaborazione con la Breast-Unit è indispensabile. Serve un punto in cui tutti i fili si intrecciano.” Il numero di pazienti aumenta costantemente, i pazienti sono sempre più giovani, le terapie diventano più complesse. “In questa situazione non si può improvvisare, dobbiamo poter contare su procedure solide, sul fatto che l’intero percorso funzioni.” Allo stesso tempo è di grande aiuto sapere sempre chi contattare. “Nella collaborazione con il Centro di Senologia, e soprattutto con le Breast Care Nurses, che tengono in mano il filo rosso, tutto è SEMPLICE, non si perde tempo in spiegazioni. Io descrivo un caso, un’esigenza, e poi arriva quel rassicurante: “Ok, mandamela” oppure “Va bene, me ne occupo io”.”
Il cancro sta diventando sempre più una malattia cronica: i tassi di guarigione aumentano, i metodi di cura si moltiplicano, si comprendono sempre più connessioni. Allo stesso tempo tutto diventa più complesso, anche per i pazienti, che spesso hanno la sensazione di essere travolti dagli eventi. “Se tutto viene coordinato in un unico punto, è un aiuto per gli specialisti che si prendono cura della paziente o del paziente, ma soprattutto è un aiuto per le persone colpite, che si sentono meno perse e indifese e riescono a capire e seguire meglio ciò che sta accadendo loro.”La frontiera del tumore al seno oggi, sostiene l’oncologa Haspinger, “è il fatto che le pazienti sono sempre più giovani: da un lato prestano più attenzione al proprio corpo, dall’altro però spesso non riconoscono di essere già nella zona di rischio. Inoltre, abbiamo sempre più a che fare con predisposizioni genetiche e anche con donne che entrano in menopausa prima rispetto al passato.”
“Per noi oncologi” afferma la dott.ssa Eva Regina Haspinger, “la collaborazione con la Breast-Unit è indispensabile. Serve un punto in cui tutti i fili si intrecciano.” Il numero di pazienti aumenta costantemente, i pazienti sono sempre più giovani, le terapie diventano più complesse. “In questa situazione non si può improvvisare, dobbiamo poter contare su procedure solide, sul fatto che l’intero percorso funzioni.” Allo stesso tempo è di grande aiuto sapere sempre chi contattare. “Nella collaborazione con il Centro di Senologia, e soprattutto con le Breast Care Nurses, che tengono in mano il filo rosso, tutto è SEMPLICE, non si perde tempo in spiegazioni. Io descrivo un caso, un’esigenza, e poi arriva quel rassicurante: “Ok, mandamela” oppure “Va bene, me ne occupo io”.”
Il cancro sta diventando sempre più una malattia cronica: i tassi di guarigione aumentano, i metodi di cura si moltiplicano, si comprendono sempre più connessioni. Allo stesso tempo tutto diventa più complesso, anche per i pazienti, che spesso hanno la sensazione di essere travolti dagli eventi. “Se tutto viene coordinato in un unico punto, è un aiuto per gli specialisti che si prendono cura della paziente o del paziente, ma soprattutto è un aiuto per le persone colpite, che si sentono meno perse e indifese e riescono a capire e seguire meglio ciò che sta accadendo loro.”La frontiera del tumore al seno oggi, sostiene l’oncologa Haspinger, “è il fatto che le pazienti sono sempre più giovani: da un lato prestano più attenzione al proprio corpo, dall’altro però spesso non riconoscono di essere già nella zona di rischio. Inoltre, abbiamo sempre più a che fare con predisposizioni genetiche e anche con donne che entrano in menopausa prima rispetto al passato.”

