Non si tratta di un mezzo per sapere tutto dei pazienti spiandoli, ma bensì di un tool che può essere utile innanzitutto al paziente, ma anche a chi lo deve curare e infine anche al servizio sanitario pubblico. Sono i pazienti ad avere comunque l’ultima parola. Saranno infatti loro i responsabili della gestione del FSE. Decideranno se, quando e quali dati verranno inseriti nel fascicolo sanitario elettronico.
I secondi Colloqui sul Cancro di Brunico si sono svolti il 2 febbraio scorso. Un pomeriggio con un ricchissimo programma. Gli organizzatori sono il direttore del day-hospital oncologico di Brunico, Dr. Christoph Leitner, l'avvocato Andreas Leiter e la moglie, Verena Duregger. Anche la sala del Centro Pastorale di Bolzano era piena di rappresentanti dei media per la nostra conferenza stampa annuale nell’ambito della Giornata Mondiale del Cancro, il 4 febbraio.
Da ottobre il Dr. Martin Steinkasserer ha preso in mano il reparto di Ginecologia. Il suo obiettivo è quello di raggiungere con il suo reparto standard di qualità ancora più elevati, investendo nello stesso momento in un’ulteriore umanizzazione della struttura. Dal primo luglio il Dr. Mohsen Farsad è ufficialmente primario di Medicina Nucleare, reparto che ha già guidato come facente funzione negli ultimi cinque anni introducendo una serie di novità.
Sembra destino. Il giorno del primo colloquio del dottor Carlo Carnaghi come candidato per il primariato dell’oncologia a Bolzano coincideva con un concerto dei Donatori di Musica, così come il suo primo giorno di lavoro, il 14 maggio scorso. Tra il pubblico, uno accanto all’altro, il vecchio e il nuovo primario, il Dr. Claudio Graiff e il Dr. Carlo Carnaghi hanno ascoltato il concerto di Gianni Bietti al pianoforte e del soprano Gemma Bertagnolli.
"Lei ha un tumore!" Più di 2.000 persone all’anno in Alto Adige si devono confrontare con questa diagnosi. Quattro parole che capovolgono l’esistenza da un momento all’altro. Cancro – come prevenirlo, come curarlo e come conviverci, ecco il tema dei Primi Colloqui sul Tumore a Brunico, il 3 febbraio scorso.
Il cubo prevenzione per stimolare le donne ad autocontrollarsi il seno. Da sx.: dott. Norbert Längerer, Ida Schacher, dott. Herbert Heidegger e dott. Guido Mazzoleni Ogni anno il 4 febbraio si celebra la giornata mondiale contro il cancro e l’Assistenza Tumori Alto Adige coglie questa occasione ...
Il carcinoma alla prostata è il cancro più frequente negli uomini di età superiore ai 50 anni. In occasione della giornata europea della prostata l’Assistenza Tumori Alto Adige ha invitato quattro esperti per richiamare l’attenzione sulla frequenza, la diagnosi precoce e la prevenzione, le terapie ed il supporto psico-oncologico di questo tumore in Alto Adige.
Già entrando si percepisce qualcosa di diverso. Non c’è odore di ospedale. Nessun lungo corridoio in cui personale stressato corre avanti e indietro, niente sferragliare di carrelli con pasti, bianchieria e prodotti per la pulizia. Tranquillità. Poltrone rosse. Quadri di arte moderna alle pareti. Il servizio di medicina complementare di Merano non accoglie il paziente in modo “clinico”.
Quello di Brunico non è un grande ospedale, ma tra i piccoli ospedali dell’Alto Adige è il più grande ed è l’unico degli ospedali periferici a poter effettuare ancora interventi chirurgici di tumore della mammella. Gravitano sulla struttura gli utenti della Val Pusteria ma anche della Val Badia e di Cortina, un bacino sufficientemente ampio per raggiungere gli standard previsti sia per numero di nuove diagnosi sia per numero di interventi, che sono cinquanta l’anno. Non possono però venire operati pazienti che richiedono un trattamento di onco-plastica.
Il riordino della chirurgia oncologica in Alto Adige desta scalpore. I reparti di chirurgia di Silandro, di San Candido e di Vipiteno non potranno più effettuare nessun intervento di chirurgia oncologica. Bressanone e Brunico sono al limite e escono più che dimezzati. A Bolzano si farà di tutto. Merano ha perso gli interventi al cervello, all’apparato otolaringoiatrico e al pancreas. Alcuni medici degli ospedali di periferia sono sul piede di guerra.
Il senso della vita e il calcio. Dirk Blümke, direttore servizio hospice e medicina palliativa dell’Ordine di Malta. Da più di vent’anni si occupa del servizio hospice, come volontario e come professionista. È il teologo e supervisore Dirk Blümke, oggi direttore dell’Ufficio Servizio Hospice del"Malteser Hilfsdienst"a Colonia, in Germania. Lo scorso ottobre ha partecipato come relatore al convegno organizzato dalla Caritas“Morire è una malattia?”. Abbiamo parlato con lui di hospice, di cure palliative e della morte come parte integrante della vita.