• n°2

    n°2 | 2017

    I pazienti altoatesini in ottime mani

  • n° 1

    n° 1 | 2017

    Donne: lo faccio anch’io!

  • n° 3

    n° 3 | 2016

    Prostata: la sofferenza degli uomini

  • n° 2

    n° 2 | 2016

    La medicina complementare di Merano
    L’essere umano nella sua interezza

  • n° 1

    n° 1 | 2016

    Il dayhospital a Brunico
    La farmacia dell'ospedale
    ADMO - Il dono della vita

  • n° 3

    n° 3 | 2015

    Edizione inverno
    Intervista a Thomas Schael
    “Costruiremo il miglior sistema sanitario d’Europa”

  • n° 2

    n° 2 | 2015

    Edizione estate
    L'Istituto di Ricerca Oncologica Tirolo

  • n° 1

    n° 1 | 2015

    Edizione primaverile
    I tumori della pelle

  • n° 3

    n° 3 | 2014

    Edizione invernale
    Ginecologia Brunico

  • n° 3

    n° 3 | 2013

    Edizione invernale
    Dieci anni di Chance

  • n° 1

    n° 1 | 2013

    Edizione primaverile
    Il riordino della chirurgia oncologica

  • n° 3

    n° 3 | 2012

    Edizione invernale
    Hospice e cure palliative

+
La Chance

La Chance

n°2 | 2017

PDF - Online

n°2 | 2017
La forza curativa dell’acqua
I circondari Val d’Isarco e Pusteria sul percorso Kneipp di Varna con Edith Huber
Lo si può fare a casa. Sotto la doccia, in giardino, in una botte, in un torrente, nella rugiada e addirittura nella neve. Da soli o in compagnia. La fisioterapista del circondario Val d’Isarco, Edith Huber, ha invitato i soci a venire il 15 giugno al percorso Kneipp di Varna.
Sebastian Kneipp (1821 – 1897) non è stato l’inventore dei getti freddi e dei bagni alternati. Erano infatti una pratica molto diffusa già ai tempi degli antichi Romani e durante il Medioevo. Ma è stato lui a sperimentarli su sè stesso, a curare la sua tubercolosi con bagni regolari nell’acqua ghiacciata del Danubio e a mettere poi a punto un’intero protocollo di cura.

Getti d’acqua e bagni alternati fortificano il corpo, stimolano il metabolismo, aiutano in caso di disturbi circolatori o di irrorazione sanguigna, sciolgono le tensioni e fortificano il sistema immunitario. Edith Huber è una fan di Sebastian Kneipp e dei suoi trattamenti. Ogni giorno si sottopone a un trattamento ed è convinta facciano bene anche alle sue pazienti. Lo scorso anno ha organizzato un pomeriggio dedicato ai trattamenti Kneipp assieme alle due sezioni del circondario Val Pusteria sfruttando il percorso Kneipp di Villabassa, quest’anno è invece la volta di Varna.

Prima di iniziare il percorso con le 23 partecipanti, Edith ha presentato Sebastian Kneipp e tutto l’universo Kneipp. Questo prete, idroterapeuta e naturopata era convinto della forza curatrice dell’acqua e ha fatto di Bad Wörishofen, dove dal 1855 era padre confessore e padre sprituale del convento delle suore Domenicani, un centro di cura a livello internazionale. Nei primi anni è stato molto contestato e accusato addirittura di cialtroneria, ma poi divenne famoso in tutta Europa, consulente per la salute di molti regnanti e nel 1893, in occasione di un’udienza privata, ebbe in cura anche Papa Leone XIII.

La sua teoria di cura si basa su cinque pilastri: acqua, alimentazione, piante curative, movimento e stile di vita, che in fondo anticipano le dieci regole per la prevenzione del cancro (stile di vita salutare e comportamento responsabile).
Calpestare l'acqua
Dopo la parte teorica si è passati al percorso vero e proprio. Edith Huber ha mostrato i trattamenti, ha spiegato come fare i getti su gambe, braccia e viso (contro il mal di testa) e ha poi condotto l’intero gruppo a calpestare l acqua. I bagni freddi alle braccia, ha spiegato Edith, rappresentano il caffè delle cure naturali. Una cosa è importante: iniziare sempre dalla zona più lontana dal cuore, quindi dal braccio destro. Altrettanto importante è non utilizzare i getti freddi se il corpo è freddo o si hanno i brividi, oppure se c’è un’infezione in atto, come per esempio in caso di cistite. Bisogna fare attenzione anche se si ha la pressione alta. Fare i bagni Kneipp, spiega Edith, stimola la sensibilità per il proprio corpo. E proprio questo rappresenta spesso un problema dopo un cancro: percepire sè stessi.

È importante oltretutto utilizzare il metodo Kneipp con misura, ascoltando appunto il proprio corpo e magari, invece di entrare subito in una tinozza gelida, camminare al mattino su un prato coperto di rugiada o camminare avanti e indietro nella vasca da bagno. Oppure iniziare con l’acqua calda e poi passare a quella sempre più fredda. La doccia fredda alla fine dovrebbe diventare invece un’abitudine. L’estate, dice Edith, “è il momento ideale per iniziare. D’inverno poi non ci si accorge nemmeno più!“

Chi ha un linfedema o porta calze contenitive non è necessario che rinunci ai trattamenti Kneipp. Il braccio e la gamba possono venire immersi nell’acqua anche con la calza. La stessa cosa vale anche per bagni in mare, nel lago o in piscina.

Il tempo è trascorso in un lampo e per terminare, la presidente Nives Fabbian e la segretaria Carmen Richter hanno offerto succhi freschi e dolci. Adesso si tratta solo di continuare a utilizzare i trattamenti Kneipp. Ci sono molti percorsi Kneipp in Alto Adige e a volte anche una botte piena d’acqua o un lavandino possono bastare. E ricordatevi: terminate la doccia sempre con l’acqua fredda!

Archivio