Around the World

Solo una notizia su quattro dà voce alle donne: nei media la parità è ancora lontana

// Alessia Galeotti //
Donne e notizie: un divario che allarma © Roman Kraft - unsplash


Le donne costituiscono la metà della popolazione mondiale, ma la loro presenza nei media resta marginale. Secondo l’ultimo Global Media Monitoring Project, soltanto il 26% delle persone viste, udite o citate nei notiziari è di sesso femminile, un incremento di appena nove punti percentuali negli ultimi trent’anni. Questa sotto-rappresentazione non è un dettaglio statistico, ma un indicatore profondo delle disuguaglianze sociali: quando le voci di donne e ragazze non emergono nei resoconti giornalistici, temi cruciali come la violenza di genere, i diritti sul lavoro o l’accesso all’istruzione rischiano di restare invisibili. Si tratta di un vero e proprio “gap di copertura”, in cui le donne sono frequentemente citate solo come testimoni di eventi o in ruoli legati alla sfera privata, mentre uomini esperti dominano i grandi temi di politica, economia e scienza. Una presenza più equilibrata nei media è fondamentale non solo per una rappresentazione più fedele della realtà, ma anche per rafforzare la democrazia e i diritti umani. Rendere visibili le esperienze e le competenze delle donne significa arricchire il dibattito pubblico e promuovere una società più giusta e inclusiva.

Around the World

Tore für die Freiheit: Wie Indiens Mädchen am Fußballplatz gegen die Kinderehe kämpfen

// Marlene Erschbamer //
Fußball und Mädchenrechte © Robert So - pexels


In Indien sind Kinderehen trotz Verbots bittere Realität. Neben tief verwurzelten Traditionen ist häufig Armut ein Grund: Töchter werden als finanzielle Belastung wahrgenommen, die durch eine frühe Heirat „beseitigt” wird. Doch Mädchen wie die 15-jährige Nisha setzen ein Zeichen des Widerstands. Als sie im Alter von 14 Jahren verheiratet werden sollte, sagte die Spielerin des Rajasthan-Fußballteams mutig „Nein“. Ihr radikaler Protest: Sie schnitt sich die Haare kurz – ein offener Bruch mit dem traditionellen weiblichen Schönheitsideal und ein leidenschaftliches Bekenntnis zu ihrem Sport. Auch die 19-jährige Munna entkam rechtzeitig einer allzu frühen Ehe. Heute fördert sie als Trainerin junge Mädchen im Fußball und sensibilisiert diese gleichzeitig für ihre Rechte. Auf dem Spielfeld kämpfen die Fußballerinnen gemeinsam gegen veraltete gesellschaftliche Zwänge und für eine selbstbestimmte Zukunft.